91% delle stanze occupate nelle strutture ricettive contro il 79 e 77 % di Roma e Firenze (seppur queste due abbiano più alberghi del capoluogo campano) .

Un trend positivo e costante che và avanti da Pasqua quando Napoli si collocò ,secondo secondo i dati forniti da “Wonderful Italy" come prima tra le mete preferite dai turisti insieme al lago di Garda e la Sicilia.

Ma a cosa è dovuto il boom turistico di Napoli? In realtà molto poco è stato fatto dalla politica locale per sponsorizzare la città e la maggior parte del merito và proprio ai social network prima e alle diverse serie televisive poi di cui ho già parlato nei precedenti articoli. Prima di questi infatti Napoli veniva non solo bistrattata ma denigrata in tutta Italia. L'epidemia di colera negli anni settanta dovuta a un carico di cozze dalla Tunisia , il terremoto e la guerra di camorra negli anni 80 hanno portato la nomea di Napoli come città sporca , pericolosa e fatiscente  da cui i cori che tutt'oggi si sentono allo stadio e gli episodi di razzismo ben documentanti nei cosiddetti “B" movie degli anni 80 come quelli di Nino D'angelo

Napoli dunque una principessa decaduta,  una cenerentola con vestito di cenci che tuttavia nel 1994 si rifà il look . Fu l'anno del G7 , allora sindaco Antonio Bassolino che provvide a utilizzare i fondi ricevuti per un restyling della città. Cittadini, associazioni culturali riscoprirono e si riappropriarono della città , simbolo la piazza del Plebiscito, la più grande d'Italia finalmente sgombra da auto. Fu un inversione di tendenza , un qualcosa di straordinario, un periodo che ebbe nome “rinascimento" Napoletano!  Il rinascimento però durò poco, all'inizio degli anni 2000, complice il nuovo governo Lega -nord -Forza Italia, la Campania cadde in una pesante crisi rifiuti . Il nuovo governo infatti non permise più l'esportazione di rifiuti altrove. Fortunato fu il successivo sindaco di Napoli Luigi De Magistris che una volta terminata l'emergenza provvide a sostituire l'immagine dei sacchetti di spazzatura con il “Lungomare liberato" una felice intuizione che liberò un enorme tratto di strada dalla circolazione delle auto dove tra l'altro si tenne l'Americas Cup. Questo dunque l'excursus storico del declino e ribalta della capitale campana. Oggi Napoli cerca di affermarsi non solo come città d'arte  la quale è, ma anche come città turistica cercando di migliorare i i suoi servizi poi per il resto Napoli si vende da sè…la tradizione culinaria, il fatto che resta una delle città più economiche d'Italia , l'incredibile varietà di paesaggi che offre, dal lungomare ,inerpicandosi sulle colline e poi ancora scendendo nel ventre delle città e risalendo di nuovo verso i quartieri spagnoli  per vedere il circuito dei murales o ancora i vari musei, di cui la città vanta di avere il “sistema museale più ricco d'Italia" ( Spinosa)! Insomma Napoli non ha bisogno di grandi pubblicità, Napoli è come New York diceva qualcuno…O la odi o la ami e io come guida turistica per la Campania cerco sempre di farvela amare portandovi alla scoperta delle sue bellezze! <3

Fabio Comella

Info & prenotazioni: fabiotheguide@gmail.com

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