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LA PASTIERA NAPOLETANTA TRA STORIA & MITO

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LA PASTIERA NAPOLETANTA TRA STORIA & MITO

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Zeppole, susamielli, Roccocò , mustaccioli Pastiere…

Sono i dolci tipici della cucina napoletana che dal dopoguerra in poi si diffondono in tutta Italia e  vengono preparati durante le  festività religiose… Se nel mio precedente articolo  vi ho parlato del casatiello ora è il turno della più famosa pastiera Napoletana. Questa si sa, è un dolce tipico della Pasqua con la quale i cristiani festeggiano la resurrezione di Gesù. Eppure la pastiera ha origini molto più antiche che si confondono da un lato con il mito della sirena Partenopee e dall’altro con  gli antichi rituali pagani … La leggenda della sirena ci dice che Partenopee creò questa pietanza con degli ingredienti datele in dono da 7 fanciulle per ringraziarla della creazione della città:  Farina, ricotta, uova , grano tenero, acqua di fiori di arancio e spezie. Ecco , mettiamo da parte questa bella favola tenendoci però gli ingredienti su indicati. Pare infatti che uova, grano, latte  e formaggio venissero portati in processione insieme agli altri prodotti sacri a Demetra per poi esserli offerti alla dea in primavera. Vi starete chiedendo ora che centra Demetra con Napoli…Beh il convento di San Gregorio armeno in realtà viene costruito proprio sopra al tempio della dea pagana ( tra l’altro è ancora visibile un bassorilievo che al ritrae in processione sulle mura delle botteghe dei presepi. Un bassorilievo di 2000 anni!!!!) e nel passaggio dal paganesimo al cristianesimo, molte  sacerdotesse pur di sopravvivere si sono convertite in monache portando con sè le loro tradizioni tra cui quelle culinarie. La pastiera infatti e l’antica focaccia dedicata a Demetra hanno in comune il grano che deve essere utilizzato intero e non macinato e ridotto come farina. Questo perchè il chicco intero di grano è espressione di rispetto per il lutto  della dea Madre (  Demetra, Cibele, Cerere, Iside) che piangeva la morte del suo amato con la scomparsa della figlia a secondo dei diversi riti pagani.

Sempre continuando a parlare del grano, la pastiera Napoli ha una maggiore spinta durante l’epoca borbonica in quanto grazie ai buoni rapporti con lo Zar Nicola I° di Russia , veniva importato grano duro di elevatissima qualità! Un fan , diremmo oggi, sfegatato della pastiera  all’epoca fu Ferdinando II° di Borbone che la volle  far assaggiare alla moglie, Maria  Cristina di Savoia, la regina triste. Questa  nel provarla ebbe per la prima volta un sorriso e il re ordino quindi di prepararla ogni domenica senza aspettare la Pasqua  pur di vedere la sua amata felice! Insomma, la scusa fu buona per soddisfare la sua golosità!

Oggi la pastiera si trova un pò in tutte le pasticcerie di Napoli in ogni periodo dell’anno  (ah se il re fosse vissuto in quest’epoca!)  e a secondo delle preferenze la inserisco nei mie food tour , dove viene apprezzata non solo da noi italiani ma anche dagli stranieri che continuamente me ne chiedono gli ingredienti…Ma questo non è un segreto, che Napoli sia bella e gustosa al palato è solo un segreto di Pulcinella perchè in fondo in fondo tutti lo sanno! 

 

Dott. Fabio Comella guida turistica per la Campania